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Azienda pubblica - 2011 - 3

digital
Azienda pubblica - 2011 - 3
Fascicolo digitale
titolo Azienda pubblica - 2011 - 3
fascicolo 3 - 2011
editore Maggioli Editore
19,99

Sommario

Editoriale

Saggi

L'evoluzione delle teorie sui processi decisionali delle amministrazioni pubbliche, premessa per l'interpretazione della riforma della contabilità
di Giuseppe Marcon pagine: 15
5,99
Abstract
Questo articolo ripercorre le tappe salienti del processo di riforma della contabilità pubblica italiana che ha attraversato gli ultimi 50 anni. Una particolare attenzione viene dedicata all’evoluzione delle logiche e degli strumenti decisionali. Quest’analisi viene accompagnata, in parallelo, da ampi riferimenti, per un verso, allo sviluppo degli studi aziendali italiani di area pubblica e, per altro verso, all’evoluzione che nello stesso periodo ha interessato le legislazioni contabili dei Paesi occidentali e la letteratura internazionale in materia di contabilità e bilancio pubblici. Le riforme italiane vengono valutate nel quadro del più generale processo internazionale di modernizzazione della pubblica amministrazione. I punti conclusivi principali sono tre. Il primo è la sottolineatura del valore anticipatore dell’impegno degli studiosi di area aziendale – a partire in particolare dagli anni ’70 del secolo scorso, ma sulla base di una storia precedente di tutto rilievo – delle riforme che sarebbero arrivate nei decenni successivi. Il secondo è che il cammino di riforma da compiere è ancora molto impegnativo, sia in Italia che in altri Paesi: in particolare, dopo il New Public Management, la New Public Governance e il New Public Service, viene indicata la teoria del valore pubblico come nuovo sentiero da esplorare. Il terzo attiene ad alcune valutazioni critiche sulle riforme che sono alle nostre spalle o in corso di svolgimento. Vengono svolte alcune riflessioni intorno alla “novità” e alla “modernità” di alcuni aspetti di tali riforme, rilevando come il “nuovo” non sia necessariamente “moderno” e il “moderno” non sia necessariamente “nuovo”., in sostanza si tratta di un’esortazione a non assecondare le mode riformatrici.
I risultati particolari e globali dell'Unione Europea: adozione degli IPSAS e redazione del bilancio consolidato
di Giuseppe Grossi, Michela Soverchia pagine: 17
5,99
Abstract
Questo articolo offre una panoramica sulla modernizzazione del sistema contabile dell’UE con particolare riferimento al consolidamento dei conti annuali comunitari. Il nuovo sistema contabile, comprendente sia la contabilità finanziaria che quella economico-patrimoniale, si basa su diciassette accounting rules recentemente emanate dalla Commissione Europea, basate sugli IPSAS. La redazione del bilancio consolidato dell’UE è divenuta più complessa a causa dell’introduzione di numerose agenzie, create a partire dai primi anni Novanta. Questo articolo esamina l’evoluzione nel tempo del processo di consolidamento dell’UE, evidenziando come l’approccio seguito sia il risultato della combinazione della cultura contabile dell’Europa continentale e di quella tipicamente anglosassone.
La misurazione del capitale intellettuale nel settore universitario. Un modello di analisi basato sulla logica fuzzy
di Giovanni Mastroleo, Stefania Veltri pagine: 33
5,99
Abstract
Nell’economia attuale, basata sulla conoscenza, il capitale intellettuale (CI), definibile come sistema di risorse cognitive ed intangibili in grado di garantire differenziali competitivi sostenibili e duraturib alle organizzazioni, è visto come elemento essenziale per la creazione del valore in ogni tipo di organizzazione. Esiste un crescente interesse nell’applicare l’approccio basato sul CI per gestire le università, i cui principali obiettivi sono la produzione e diffusione della conoscenza. In linea generale, i metodi per misurare il CI possono essere distinti in due filoni, quello misurazionale, teso a sviluppare metodi in grado di assegnare un valore economico al CI e quello gestionale, focalizzato sulla creazione , utilizzazione e gestione del CI. L’articolo ha l’ambizione di combinare le due differenti scuole di pensiero, attraverso l’utilizzo di un metodo, la fuzzy logic, che utilizzando indicatori per lo più qualitativi produce come output finale un numero. Il modello è stato creato ad hoc ed applicato al settore universitario austriaco, in considerazione del fatto che le università austriache sono obbligate per legge (UG 2002) a pubblicare i propri report del CI.
Il piano di gestione come strumento di misurazione e valutazione delle performance per i siti UNESCO. Analisi dello stato dell'arte nazionale e prospettive di sviluppo
di Francesco Badia, Enrica Gilli pagine: 22
5,99
Abstract
Il “piano di gestione” è un documento richiesto a partire dal 2005 dall’UNESCO per i siti, culturali ed ambientali, iscritti nella World Heritage List. In questo lavoro si intende analizzarne il grado di diffusione in Italia e valutare il ruolo degli elementi manageriali al suo interno, sia da un punto di vista teorico che pratico-applicativo. Con riferimento al primo punto, sono citati ed analizzati i principali riferimenti nella letteratura internazionale e le linee guida proposte dal Ministero dei Beni Culturali. In relazione al secondo elemento, invece, viene descritta un’analisi empirica compiuta su tutti i siti UNESCO italiani, volta ad approfondire molteplici profili d’indagine, fra cui la presenza di strumenti di misurazione delle performance nei piani realizzati. Lo studio ha presentato un tasso di risposta del 91% sulla totalità dei siti UNESCO italiani, mettendo in luce che solo il 45% di essi ha portato a termine il processo di redazione e che i casi di utilizzo di un effettivo sistema di misurazione e valutazione delle performance sono al momento molto limitati. Occorre perciò continuare a promuovere l’adozione di una consapevole mentalità manageriale nelle aziende, per lo più pubbliche, preposte alla gestione del patrimonio, culturale e naturale, “dell’umanità”.
Un nuovo modello di governo per le utilities della Regione Emilia-Romagna: il caso Lepida Spa
di Roberto Di Pietra, Claudia Marchesini pagine: 23
5,99
Abstract
Il presente contributo esplora le peculiarità delle scelte politiche, di governo ed organizzative compiute dalla Regione Emilia-Romagna (RER) a proposito dei progetti Lepida, Rete regionale delle pubbliche amministrazioni dell’Emilia-Romagna, e R3, Rete radiomobile regionale, portandone alla luce le componenti innovative, i presupposti e le conseguenze. L’analisi longitudinale degli eventi,infatti, pur rivelando un’origine progettuale conforme al modello giuridico italiano e al vigente quadro normativo, evidenzia l’implementazione di un modello di governance finalizzato alla creazione di un’organizzazione caratterizzata da dinamicità, flessibilità e sistematico orientamento al risultato, che si distingue nel panorama delle public utilities italiane.

Fonti di approfondimento

Spoglio riviste
pagine: 1
5,99
In libreria
pagine: 2
5,99

Note per gli autori

Note per gli autori
pagine: 3
5,99

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